La Spondilite Anchilosante vista ai raggi X

LA SPONDILOARTRITE ANCHILOSANTE(SA)VISTA Al RAGGIX.
Giuseppe Oranges MD*
Responsabile CentroMedico57-S.ANNA Bologna

INTRODUZIONE
A fine Ottocento la Medicina Interna applica allo studio clinico del paziente per la prima volta la fisica delle radiazioni (1).
Il Novecento è il secolo in cui la cosiddetta “Fotografia dell’Invisibile” pone le basi per la migliore interpretazione del dolore e della rigidità lombosacrale lamentati da pazienti affetti da Spondiloartrite Anchilosante (SA) in età giovanile o adulta.
Attualmente la diagnosi precoce, la gravità della malattia ed il controllo nel tempo della SA sono eseguiti in accordo con la “Classificazione dell’impegno radiologico delle Sacroiliache secondo i Criteri di New York” (2).

G 0 Normale Margini e rima normali
G I Sospetta Perdita di definizione della rima
G II Sacroileite minima Comparsa di sclerosi ed erosioni iniziali
G III Sacroileite di media entità Sclerosi bilaterale, erosioni e riduzione della rima
G IV Anchilosi com leta Scomparsa della rima per fusione

Clinica e problematica sociosanitaria
La SA si manifesta di solito in età giovanile (20-30 anni) e prosegue per tutta la vita, portando con sé una serie di problematiche non solo cliniche, ma aggiuntive, essendo anche di carattere sociale che vengono di seguito schematizzate.
Il pz affetto da SA definito come l’uomo (il maschio predomina rispetto alle donne) che non guarda il Cielo presenta questi dubbi: * Potranno formare una famiglia ed avere dei figli ? *Potranno continuare a lavorare o avranno bisogno di una riqualificazione professionale ? Come potranno assicurarsi la loro vita per malattia ed invalidità ?
Nelle fasi avanzate della malattia il paziente spondilitico si presenta come un soggetto che ha perso totalmente la mobilità della colonna vertebrale e che tende a piegare il capo in avanti. La deformità in cifosi del collo e l’abbassamento della statura rappresentano le conseguenze estetiche che rendono difficile e compromesso l’adattamento del paziente affefto da SA sia sul posto di lavoro che nella vita privata a causa di incomprensioni e disinformazione della società.
Il dolore di schiena molto intenso determina al mattino un risveglio precoce, prima del canto del gallo (sub galli cantum), poco influenzato dal riposo e dalla somministrazione di FANS.
Questa sintomatologia dolorosa costringe molti pazienti a rivolgersi alle cure dei sanitari del Pronto Soccorso del più vicino ospedale.
Spesso in questa sede l’indagine radiografica mette in evidenza una Sacroileite suggerendo al medico del Pronto Soccorso il ricovero del paziente in un Reparto di Reumatologia per approfondire l’aspetto diagnostico. Per avere una diagnosi precoce è necessario avere medici aggiornati e preparati anche in un repalto di prima accoglienza qual è il Pronto Soccorso. Per questo motivo l’Associazione Italiana per lo studio e la cura della SA auspica la presenza in queste strutture di personale sanitario competente di malattie reumatiche.
La guida dell’automobile e la SA
In questi ultimi decenni la sicurezza in campo automobilistico è aumentata ed è in continua evoluzione.
Però i sistemi di sicurezza vengono progettati essenzialmente per chi non ha problemi di salute e le persone affette da SA si trovano ad affrontare problemi specifici che riguardano soprattutto la ridotta mobilità del rachide cervicale e lombosacrale secondarie alla rigidità marcata e al crescente incurvarsi del dorso e della schiena.
Da qualche tempo su suggerimento del A.S.I.F. (Federazione Internazionale Spondiloartrite Anchilisante) e dell’ A.I.Sp.A (Associazione Italiana Spondiloartrite Anchilosante) si stanno effettuando studi per adattare i sistemi di sicurezza sulle autovetture odierne come particolari cinture di sicurezza, sedile-poggiatesta e airbags, a protezione dei pazienti affetti da SA.
In questa sede si vuole sottolineare che in tutti i tipi di incidenti, da quello meno grave come una semplice caduta a quella più grave come un incidente stradale, ogni paziente che presenta una deformazione del rachide in cifosi è a rischio di frattura e questo richiede una attenta valutazione da parte dei sanitari, dal momento che le fratture vertebrali possono essere poco evidenziabili radiograficamente.
Per questo motivo può essere di grande utilità che il paziente spondilitico porti sempre con sé una tessera magnetica con le informazioni riguardanti la diagnosi e i problemi specifici riguardanti la propria colonna vertebrale.
Si fa presente a tal proposito che in molti paesi le Associazioni dei pazienti SA forniscono ai propri iscritti una tessera d’informazione sanitaria accompagnata dalla fotografia del guidatore di profilo e da questa scritta “Attenzione alla rigidità del collo e della schiena. Sono affetto da Spondiloartrite Anchilosante. Si possono verificare fratture instabili ed atipiche della colonna vertebrale. Fare attenzione ai movimenti, anestesia e riduzione della colonna vertebrale. La mia postura normale è evidenziata nella foto. Ai normali raggi x potrebbero essere aggiunti altri metodi investigativi
I medici consulenti dell’A.I.Sp.A.(Associazione Italiana Spondiloarfrite Anchilosante) consigliano che in presenza di fratture qualsiasi tecnica di immobilità deve tenere in considerazione la deformazione del rachide in cifosi (deformità preesistente) per cui questo paziente deve essere posto in frazione con il collo in flessione.
Inoltre bisogna tenere presente la limitata escursione toracica, conseguenza della SA, poiché questo tipo di paziente non tollera facilmente l’apparecchio gessato e quindi le complicanze neurologiche potrebbero essere potenzialmente gravi.
Infine un’altra condizione clinica che preoccupa e che porta il 25% dei pazienti spondilitici al Pronto Soccorso è l’uveite anteriore acuta, che si presenta con dolore, arrossamento e fotofobia monolaterale dell’occhio.
*Giuseppe Oranges MD. Già Presidente Associazione Italiana Spondiloartriti sede di Bologna
responsabile scientifico dello Studio medico S.Anna versus malattie reumatologiche


(l) Scoperta dei Raggi X- 1895, W.C.Rongten
(2) Criteri diagnostici di New York modificati (1982)
Malattie Reumatiche — 2 Ed. di S.Todesco, P.F.Gambari, Mc Graw-Hill
BIBLIOGRAFIA
J. Erlendsson. Car driving with Ankylosing Spondylitis (1999)
B. Colombo, L.Sinigaglia. Reumatologia, R.Cortina Editore (1980)
M.Campanacci. Clinica Ortopedica, Patron Editore (1975)
S. Todesco, P.F. Garbari . Malaffie Reumatiche. Mc Graw-Hill seconda edizione (1998)

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